LEONARDO DAL POZZO

Un bambino è sempre un bambino, a Milano come a Managua, pensai. Era dunque il momento, per me, di entrare a far parte di quel progetto.

“Attorno al 2000 un caro amico, che ho il privilegio di potere chiamare Fabio, mi parlò di un progetto in Nicaragua, il cui fine era aiutare bambini con malattie renali.
Proprio Fabio Sereni mi chiese se avessi voluto accompagnare una delegazione di medici ed amici che si recava in Nicaragua per visitare e controllare il lavoro che veniva svolto a Managua.
Accettai con gioia. Ho sempre avuto volontà di aiutare chi è meno fortunato di me, soprattutto i bambini.
Un bimbo è sempre un bimbo, a Milano come a Managua, pensai: era dunque il momento, per me, per entrare a far parte di quel progetto.

Quando arrivammo in loco ebbi subito la sensazione che il Nicaragua fosse un paese povero ma dignitoso, in cui le persone si aiutavano vicendevolmente, forse più che da noi, e respirai quel calore umano tipico delle popolazioni centro-sudamericane.La dedizione dei medici che, giungendo anche dal Costa Rica, operavano in ospedale, mettendo gratuitamente a disposizione le loro competenze, mi toccò profondamente.

Un’altra sensazione che ebbi sul momento fu che con poco, per i parametri italiani, qui si riesce a fare molto, e questo, a maggior ragione, catturò il mio interesse. Una persona come me, senza specifiche competenze mediche, avrebbe potuto fare la differenza aiutando economicamente lo sviluppo dei progetti in loco.
Da quel momento, sono rimasto legato all’associazione, un tempo costola di ABN, ora Rene e Bambino nel Mondo Onlus, in cui l’amico Fabio è sempre figura centrale anche se il testimone è ora passato al Prof Giovanni Montini che l’ha sostituito nel lavoro e nella figura di Professore Ordinario di Pediatria dall’Università di Milano.

Ognuno di noi, ogni contributo d’opera oppure economico, è utile a salvare vite o comunque a migliorare la condizione di bimbi e famiglie che altrimenti non avrebbero questa opportunità.
L’esperienza in Nicaragua mi ha lasciato tanto: la cultura, la cucina, le usanze, gli incontri con bambini e le persone in loco mi hanno arricchito umanamente.
Un breve (2-3 giorni) giro turistico attorno alle bellezze naturali-paesaggistiche del Nicaragua completarono quel mio viaggio, di cui ho ancora un vivo e molto positivo ricordo”.

Leonardo Dal Pozzo D’Annone